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La Gabbia Dorata della poesia

Vincenzo Montuori e Renata Patria durante l’incontro all’Adafa
Emi Mori recita alcune poesie di Vincenzo Montuori
Il pubblico ha apprezzato molto il pomeriggio di poesia all’Adafa

Pomeriggio con la poesia, con questa forma d’arte che riesce con a catturare mondi, paesaggi, visi, sentimenti in versi. “Quasi un dono” ha detto il presidente dell’Adafa Fulvio Stumpo nel presentare la serata, che ha visto protagonisti Vincenzo Montuori, docente e poeta che ha presentato il volume: Le “Rime” di “Nella gabbia dorata”, che sono solo la decima pubblicazione poetica di Montuori , ma rappresentano una sorta di punto fermo della sua attività lungo gli anni perché costituiscono una selezione dei suoi testi in forme strofiche chiuse (sonetti, quartine, mottetti, canzonette, haiku) e in rima. A dialogare con lui la professoressa Renata Patria, figura di spicco della cultura cremonese e animatrice della vita culturale, intellettuale dai molteplici interessi, dalla letteratura, alla poesia, dalla musica al sociale.

Alcuni brani di poesie di Montuori sono stai declamati con passione dall’attrice Emi Mori, che ha incantato il pubblico con la sua arte recitativa. Montuori ha scritto e scrive anche in versi liberi ma il progetto delle “Rime” deriva da una convinzione che in lui è maturata da molto tempo, e cioè che la struttura breve e l’esistenza di alcune regole formali costringano proficuamente il poeta a condensare la massima efficacia espressiva del messaggio nel contesto più essenziale possibile in vista di un ideale di brevitas. Le poesie che coprono l’arco di circa trent’anni afferiscono due grandi nuclei tematici: l’amore nelle sue varie accezioni, positive ma anche negative e il senso del passare del tempo a cui si collega la funzione della memoria e la consapevolezza della necessità del viaggio e del cammino come elementi imprescindibili della figura del poeta fino alla dimensione dell’infinito. Il libro ospita nella sua parte centrale alcune composizioni in versi liberi che hanno la funzione di riflettere sulla natura e sulle funzioni della poesia, nella coscienza che comunque più si va avanti nella pratica della scrittura poetica e più si deve riconoscere la limitatezza di ogni definizione della poesia.

Punti fermi per la poesia di Montuori, che Renata Patria ha sottolineato con grande puntualità e precisione. Patria ha in pratica dissezionato il libro, analizzandolo in tutte le sue varie componenti. Sottolineando come Montuori: “Con i suoi versi e il lessico utilizzato fa venire in mente continuità con la poesia del passato, con Montale, soprattutto, che ha studiato nel profondo, dallo stesso lessico emerge una rara sensibilità verso le cose”.

Nei versi di Montuori emergono uomini e donne, l’amore, il fascino del viaggio che è esso stesso quello del poeta, terre lontane e terre vicine, da l’Isola di Pasqua, Rapanui, cara a Leopardi, al Po, ai campi sterminati della Pianura Padana. Emerge Cremona, la sua discrezione e la sua bellezza.